Segni di Tossicità Neutrofilica nel Cane e nel Gatto

Cosa sono i segni di tossicità che vengono riportati talvolta nei referti degli esami emocromocitometrici e quale significato hanno?

Si tratta di alterazioni strutturali che si sviluppano a livello midollare prima che i neutrofili vengano rilasciati in circolo (Gosset et al, 1985) in conseguenza di difetti maturativi secondari a granulopoiesi accelerata. In risposta a una maggior richiesta da parte dell’organismo (in presenza di flogosi, rilascio di citochine infiammatorie e granulochine) aumenta infatti la produzione dei granulociti e si riduce il loro tempo di maturazione; quando questa richiesta è particolarmente importante (flogosi acuta e grave) compare nei granulociti neutrofili la “tossicità” che noi possiamo osservare al microscopio.

Queste alterazioni possono essere osservate sia nei granulociti neutrofili maturi (segmentati) che nelle forme più immature (bandati), in corso di neutrofilia, neutropenia o in assenza di alterazioni numeriche e possono essere associate o meno a left shift.

I segni di tossicità che si possono osservare a livello di striscio ematico (con colorazione di Romanowsky) possono interessare sia il nucleo (più raramente) che il citoplasma e sono riportati di seguito in ordine crescente di gravità:

  1. Basofilia citoplasmatica: colorazione del citoplasma azzurro – bluastra di intensità variabile, conseguente a una ritenzione o persistenza del reticolo endoplasmatico rugoso (RER) e di poliribosomi che dovrebbero scomparire nei granulociti neutrofili maturi. Se questa alterazione è presente solo nei granulociti neutrofili bandati e non nei segmentati, non è da interpretarsi come segno di tossicità ma dipende dall’immaturità della cellula stessa.
  2. Corpi di Dohle: inclusioni citoplasmatiche irregolari, rotondeggianti, angolari, di colazione blu- grigistra di circa 0.5-2 um di diametro, dati da aggregati lamellari persistenti del RER. Nel gatto, a differenza del cane, la loro sola e occasionale presenza può non essere indicativa di tossicità. Possono comparire inoltre come artefatti in seguito a ritardato allestimento del campione come fini puntini bluastri a partire già da 4 ore dal prelievo (Bau‐Gaudreault L e Grimes CL, 2019)
  3. Vacuolizzazioni citoplasmatiche: aree irregolari non delimitate da membrana che conferiscono un aspetto schiumoso al citoplasma, date dalla dispersione degli organelli e dalla degranulazione dei lisosomi a livello citoplasmatico per un danno alla membrana cellulare. La presenza di vacuolizzazioni può anche essere artefattuale, sia per ritardo allestimento del campione (degenerazione idropica) sia per contatto prolungato con l’anticoagulante EDTA (Gosset et al., 1984): in questi casi solitamente la basofilia è assente, le vacuolizzazioni tendono ad essere più nette e vi possono essere nuclei picnotici e irregolarità della membrana cellulare, aspetti che devono farci sospettare un’alterazione in vitro.
  4. Asincronia maturativa – displasia: caratteristiche discordi all’interno della stessa cellula, come nuclei segmentati (maturi) che presentano cromatina finemente granulare (immatura). Un esempio di tale alterazione è rappresentato dai granulociti neutrofili giganti; queste cellule, di dimensioni superiori a 14-20 um vengono rilasciate troppo rapidamente dal midollo osseo, saltando una divisione cellulare e perciò appaiono di dimensioni maggiori rispetto a un neutrofilo normale. Si osservano più frequentemente nel gatto e sono riportati anche in corso di discrasia del barboncino, infezione da FeLV e trattamento con chemioterapici. Anche i nuclei ad anello sono granulociti neutrofili displastici per accelerata e alterata granulopoiesi.
  5. Granuli primari: persistenza nei granulociti neutrofili maturi o bandati di fini granulazioni magenta che solitamente si osservano solo nei promielociti. È un reperto raro da osservare negli animali domestici, più frequente nei cavalli e nei ruminanti, dato da una maggior permeabilità di questi granuli alla colorazione, per la presenza di mucopolisaccaridi al loro interno.

Queste alterazioni sono associate a flogosi per lo più sistemiche, raramente localizzate, spesso di tipo batterico, ma non esclusivamente: patologie virali come la parvovirosi  e i virus delle prime vie respiratorie nel gatto, anemia emolitica immunomediata e coagulazione intravasale disseminata nel cane e alcuni disturbi metabolici, come l’insufficienza renale acuta, la chetoacidosi diabetica e la lipidosi (nel gatto), possono associarsi alla presenza di granulociti neutrofili con segni di tossicità, solitamente meno marcati rispetto a quelli dati da un fenomeno settico grave (Aroch I et al., 2005; Segev G et al., 2006).

Cani con gravi segni di tossicità, associati soprattutto a neutropenia, hanno un tempo di ospedalizzazione e un tasso di mortalità superiore (Aroch I et al., 2005), mentre la risoluzione della tossicità microscopica, in seguito a trattamento, viene interpretato come un fattore prognostico positivo (Schiltze, 2010).

Nel gatto, invece, i segni di tossicità sono associati a un maggior tempo di ospedalizzazione come nel cane, ma non hanno un valore prognostico negativo (Segev G et al., 2006).

Per valutare la gravità di queste alterazioni e conferirgli un significato clinico, si utilizza una classificazione semi – quantitativa basata sia sulla quantità di neutrofili interessati sia sulle alterazioni presenti nel singolo neutrofilo. Di seguito il grading riportato da Harvey JV, Veterinary Hematology, a Diagnostic Guide and Color Atlas (2012).

 

Segni di tossicità

 

Grading
Corpi di Dohle+
Basofilia citoplasmatica lieve+
Basofilia lieve + Corpi di Dohle++
Basofilia moderata + Vacuolizzazioni++
Basofilia marcata + Vacuolizzazioni

(+ Corpi di Dohle)

+++
Basofilia con granuli primari evidenti

(+ Corpi di Dohle)

+++
 

Lieve: 5-10%; Moderata: 11-30%; Grave: >30%

 

 

Dr.ssa Giulia Mangiagalli, DVM – Dr.ssa Silvia Rossi, DVM dipl. ECVCP

 

Bibliografia:

  • Aroch I et al. Clinical, biochemical, and hematological characteristics, disease prevalence, and prognosis of dogs presenting with neutrophil cytoplasmic toxicity. J Vet Intern Med 2005; 19:64–73
  • Bau‐Gaudreault L, Grimes CL. Effect of time and storage on toxic or pseudo‐toxic change in canine neutrophils. Vet Clin Pathol. 2019; 48:400–405.
  • Gosset KA, MacWilliams PS. Ultrastructure of canine toxic neutrophils. Am J Vet Res. 1982 Sep;43(9):1634-7.
  • Gosset KA and Carakostas MC. Effect of EDTA on morphology of neutrophils of healthy
    dogs and dogs with inflammation. Vet Clin Pathol. 1984; 13, 3:22-25.
  • Gosset KA et al. Sequential morphological and quantitative changes in blood and bone marrow neutrophils in dogs with acute inflammation. CanJComp Med 1985; 49:291-297.
  • Harvey JV. Chapter 5: Evaluation of leukocytic disorders. In: Veterinary Hematology, a Diagnostic Guide and Color Atlas. First Edition. 2012
  • Schiltze E. Chapter 48: Interpretation of canine leukocytes response. In: Weiss DJ, Wardrop KJ. Schalm’s Veterinary Hematology. Sixth edition. 2010
  • Segev G et al. Toxic neutrophils in cats: clinical and clinicopathologic features, and disease prevalence and outcome – a retrospective case control study. J Vet Intern Med 2006; 20:20–31
  • Stockham L, Scott MA. Chapter 2: Leukocytes.In: Fundamentals of Veterinary Clinical Pathology. Second Edition. Blackwell Publ. Ames. 2008.
  • Valenciano A et al. Chapter 49: Interpretation of feline leukocytes response. In: Weiss DJ, Wardrop KJ. Schalm’s Veterinary Hematology. Sixth edition. 2010
  • Eclinpath.com. https://eclinpath.com/hematology/morphologic-features/white-blood-cells/toxic-change/. Ultimo accesso 06.01.21
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