La glicosuria nel cane e nel gatto

La presenza di glucosio nelle urine (glicosuria) è un dato ottenuto in genere dall’esame chimico- fisico mediante la lettura del dipstick, che deve sempre essere correlato alla glicemia contestuale (glicosuria normoglicemica versus glicosuria iperglicemica).

Quando è presente iperglicemia (transitoria o persistente), è possibile riscontrare glicosuria nel momento in cui i livelli di glucosio nel sangue sono tali da superare la soglia di riassorbimento renale, che è pari a:

  • 280-290 mg/dL nel gatto (nei soggetti diabetici può essere inferiore, introno a 200 mg/dL);
  • 180-200 mg/dL nel cane.

La causa più frequente di iperglicemia transitoria è lo stress (indotta dal rilascio di epinefrina) che si associa a glicosuria di lieve- moderata entità, riscontrata più frequentemente nei gatti.

Le cause di iperglicemia persistente sono il diabete mellito (glicosuria solitamente di elevata entità), l’iperadrenocorticismo, l’acromegalia e il feocromocitoma. Occasionalmente si può riscontrare nei gatti ipertiroidei (per mobilizzazione delle riserve di glicogeno epatico in risposta all’aumento delle richieste energetiche e per insulino-resistenza).

In presenza invece di glicosuria con normoglicemia, il problema è da ricercarsi a livello di tubulo prossimale renale; il danno tubulare può essere congenito (sindrome di Fanconi, glicosuria renale primaria) oppure acquisito secondariamente a danno ischemico o tossico (tossicità da rame, uva e uvetta, farmaci come glucocorticoidi e clorambucile, snack a base di pollo (jerky threats)). La glicosuria normoglicemica è fisiologica nei cuccioli e gattini inferiori alle 8 settimane a causa dell’immaturità del tubulo renale.

La glicosuria viene valutata semi-quantitativamente tramite l’uso di dipstick. Sul pad avviene una reazione enzimatica in cui il glucosio nelle urine reagisce con l’enzima glucosio-ossidasi/ perossidasi andando a produrre acido gluconico e a liberare ammoniaca; quest’ultima, la cui concentrazione è direttamente proporzionale a quella del glucosio, fa virare di colore il pad più o meno intensamente a seconda della quantità presente nel campione. Risultati falsamente positivi si possono avere se le urine sono state in contatto con ammoniaca o ipoclorito di sodio (tavolo da visita, contenitore e lettiere disinfettate) oppure in corso di cistiti causate da batteri catalasi positivi. In commercio vi sono differenti kit che hanno diversi limiti inferiori di lettura (da 20 mg/dL a 100 mg/dL, estremamente variabili).

Un altro metodo per misurare la concentrazione di glucosio nelle urine è la tradizionale chimica liquida in spettrofotometria, che riesce a misurare concentrazioni inferiori rispetto al dipstick, fino a 2-5 mg/dL.

Utilizzando questo metodo nello studio retrospettivo di Zeugswetter et al. (2019), è stata dimostrata la presenza di “glicosuria basale” nella specie felina, ovvero che esiste una concentrazione di glucosio fisiologica nelle urine di gatti sani (già dimostrata nell’uomo); per questa ragione secondo gli Autori si dovrebbe parlare non di glicosuria in generale, ma di normoglicuria (livelli normali) e iperglicuria (livelli patologici). Si è stabilito un cutoff di glicosuria basale pari a 26.675 mg/dL (misurato con lo spettrofotometro): tutti i gatti erano negativi al pad utilizzando un dipstick con limite minimo di lettura di 50 mg/dL (il più comune), quindi si tratta in ogni caso di glicosurie che normalmente non verrebbero rilevate dalle comuni striscette. Il 7% dei gatti sani aveva valori superiori a 20 mg/dL ma inferiori a 50 mg/dL, sufficienti a poter dare una debole positività al pad di alcune marche di dipstick.

Recentemente è stato pubblicato un altro interessante articolo riguardo gli aspetti analitici della glicosuria: si è sempre ritenuto che la glicosuria interferisca con la lettura del peso specifico urinario mediante refrattometro, causandone una sovrastima. Nel lavoro di Behrend et al. (2019) si dimostra che nel gatto e soprattutto nel cane, vi è effettivamente un minimo incremento del peso specifico di un campione di urine al quale sia aggiunto glucosio, ma che questo non è clinicamente rilevante, e che questo incremento è tanto minore quanto più le urine sono concentrate. Il lavoro conclude che la determinazione del peso specifico anche in presenza di glicosuria risulta essere attendibile.

 

Dr.ssa Silvia Rossi, DVM dipl. ECVCP – Dr.ssa Giulia Mangiagalli, DVM

 

Bibliografia:

  • Basal glucosuria in cats. Zeugswetter et al. J Anim Physiol Anim Nutr. (2019) 103, 324–330.
  • Effect on urine specific gravity of the addition of glucose to urine samples of dogs and cats. Behrend et al. (2019). AJVR; 80; 10.
  • Stockham L, Scott MA. Fundamentals of Veterinary Clinical Pathology. 2nd Edition. Blackwell Publ. 2008.
  • Feldman EC et al. Canine and Feline Endocrinology. 4th Edition. 2015
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