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BiEsseA s.r.l. |
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| tel 02 29404636 - fax 02 29404644 -Info@biessea.com |
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| DATA | TITOLO | per leggere |
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23/01/2006 |
Gli argomenti della settimana da leggere all'indirizzo http://biesseanew.blogspot.com/ , | |
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19/01/2006 |
Si comunica che è consultabile all'indirizzo http://biesseanew.blogspot.com/ il nuovo servizo di news, una comunità virtuale dedicata ai commenti ed alle richieste dei colleghi interessati. | |
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20/7/2005 |
SEZIONE
DI GASTROENTEROLOGIA DIAGNOSTICA E SPERIMENTALE |
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13/7/2005 |
CONSIDERARE L’IMMUNOISTOCHIMICA A PRIORI QUANDO SI DECIDE DI INVIARE AL LABORATORIO LA RICHIESTA DI ESAME ISTOLOGICO |
vai a leggere |
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Nov 2004 |
Free light-chain proteinuria and normal renal
histopathology and function in 11 dogs exposed |
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NEWS LETTER
Milano, 23 Gennaio 2006
Questi gli argomenti della settimana da
leggere all'indirizzo
http://biesseanew.blogspot.com/ , il nuovo servizo di news, comunità
virtuale dedicata ai commenti ed alle richieste dei colleghi interessati.
Potete leggere e rispondere anche senza
iscrizione usando la possibilità di lasciare un commento alla notizia, anche
senza indicare il proprio indirizzo di posta, ma sempre però firmando il
messaggio alla fine di esso.
Valgono ovviamente le regole della moderazione
in quanto vengono subito eliminati i messaggi non consoni al contesto ed
all'argomento.
Potete segnalare argomenti di vostro interesse
rispondendo direttamente anche a questa e-mail.
Nuovi spunti o brevi note od
articoli vengono pubblicati costantemente, quindi vi consiglio di dare
un'occhiata almeno una volta alla settimana.
Cari saluti a tutti.
Emanuele Minetti
Medico Veterinario
Direttore Sanitario
BiEsseA srl
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NEWS LETTER
Milano, 19 Gennaio 2006
Si comunica che è consultabile all'indirizzo
http://biesseanew.blogspot.com/
il nuovo servizo di news, una comunità virtuale dedicata ai commenti ed alle
richieste dei colleghi interessati.
Potete leggere e rispondere anche senza
iscrizione usando la possibilità di lasciare un commento alla notizia, anche
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messaggio alla fine di esso. Valgono ovviamente le regole della moderazione
in quanto vengono subito eliminati i messaggi non consoni al contesto ed
all'argomento.
E' oggi disponibile un breve approccio all'Iperadrenocorticismo
felino (Sindrome di Cushing) ed un richiamo alla metodica dell'Imprinting
Congiuntivale come citologia di elezione nelle patologie oculari nel cane e
nel gatto, non escluse però le altre specie animali.
Nuovi spunti o brevi note od
articoli vengono pubblicati costantemente, quindi vi consiglio di dare
un'occhiata almeno una volta alla settimana.
Fatemi sapere se è un servizio
che vi interessa o meno, grazie.
Cari saluti a tutti.
Emanuele Minetti
Medico Veterinario
Direttore Sanitario
BiEsseA srl
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NEWS LETTER 20 luglio 2005
Ai patologi esperti di patologie gastrointestinali è richiesto frequentemente di valutare le biopsie del grosso intestino, con la speranza di poter identificare un pattern specifico di malattia. Purtroppo però molte delle patologie del grosso intestino sono spesso difficili da valutare sulla base della semplice e tradizionale analisi istologica delle biopsie endoscopiche intestinali. I clinici quindi sono costretti ad utilizzare farmaci idonei a ridurre la reattività della mucosa senza agire sulla vera e propria causa di malattia. Sono così frustranti e particolarmente difficili da diagnosticare e da trattare le flogosi croniche classificate come “IBD (Inflammation Bowel Desease)”; inoltre sempre più di frequente alla base di questi quadri clinici si nascondono fenomeni di allergia/intolleranza alimentare responsabili di flogosi miste complesse (e non solo prevalentemente eosinofiliche). Il patologo d’altro canto in questi casi vede infiltrato linfoplasmacellulare ed alterazioni delle cripte ghiandolari più o meno gravi, ma che poco aiutano nella pratica il clinico a risolvere la la malattia in corso. Proprio per questo motivo abbiamo pensato di approfondire la conoscenza istopatologica delle cellule coinvolte nella flogosi dell’apparato gastroenterico tipizzando le immunoglobuline prodotte dalle plasmacellule intramucosali e le popolazioni di linfociti presenti in caso di flogosi cronica. Basandoci su dati da bibliografia molto qualificata e su centinaia di esami istologici eseguiti presso la nostra struttura è stato possibile mettere a punto un percorso diagnostico che possiamo così riassumere:
1) Biopsie endoscopiche prelevate in sede di piccolo e grosso intestino. 2) Valutazione istologica mediante colorazione di routine (Ematossilina-Eosina) 3) In base alla sintomatologia riportata nell’anamnesi (diarrea cronica non sensibile ai trattamenti terapeutici di base), ed in accordo con il Medico Veterinario curante, tipizzazione immunoistochimica delle popolazioni cellulari infiammatorie mucosali (IgG, IgM, IgA, IgE e CD3 per i linfociti T). Quest’ultima tipizzazione CD3 è molto importante perché le terapie immunosoppressive recenti (ad esempio le ciclosporine) sono particolarmente attive su questa linea cellulare. 4) Analisi morfometrica e conta computerizzata di ciascuna linea cellulare in quattro campi microscopici, suddivisi in base alla sede anatomica (es. a livello di duodeno la conta sarà effettuata all’apice, nella porzione mediana, alla base dei villi e alla base delle cripte) e calcolo della media matematica semplice per campione. 5) Diagnosi in base alla percentuale predominante di plasmacellule immunoglobuline-produttrici associate o meno a infiltrato flogistico linfoide. Ad esempio: percentuale elevata di IgG con linfociti T = IBD; percentuale elevata di IgE = patologia su base allergica; assenza di IgA e presenza di IgM = carenza selettiva di IgA (soprattutto nel Pastore Tedesco).
Ai Colleghi interessati ad approfondire questi argomenti la Dottoressa Daniela Olivero fornisce una consulenza telefonica (da lunedì a venerdì, ore 9.30-12-30) o tramite e-mail all’indirizzo olivero@biessea.com. |
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NEWS LETTER 13 luglio 2005
La chiave per diagnosticare i tumori è la comparazione fra le cellule normali e la loro controparte neoplastica, perciò l’identificazione cellulare è facile ed agevole quando i tumori sono ben differenziati. In presenza di neoplasie scarsamente differenziate identificare l’origine tessutale risulta difficile e problematico. Tuttavia un’accurata diagnosi è decisiva per il protocollo terapeutico e per la prognosi del paziente. Recentemente anche i laboratori veterinari hanno a disposizione un discreto numero di anticorpi per i test Immunoistochimici. Alcuni di questi reagiscono solo con un tipo di cellule cancerose (monoclonali) mentre altri (policlonali) hanno la possibilità di “incrociarsi” con differenti linee cellulari. E’ così possibile determinare l’origine esatta delle cellule con una minima possibilità d’errore. Negli ultimi due anni presso la BiEsseA quindi abbiamo standardizzato le metodiche per l’identificazione e la tipizzazione di numerose patologie neoplastiche. E' necessario puntualizzare alcuni concetti fondamentali per la buona riuscita dell’esame. La maggior parte delle procedure immunoistochimiche usate prevede tessuti fissati in formalina ed inclusi in paraffina; lo scopo principale di questa procedura è di “fissare” le proteine antigeniche del tessuto in modo da renderle adeguatamente disponibili, e quindi accessibili, all’anticorpo primario.La fissazione è dunque la procedura più critica ma altresì più importante per la buona riuscita dell’immunoistochimica, che localizzerà soltanto gli antigeni resi riconoscibili all’anticorpo. Molti campioni che giungono al nostro laboratorio non sono purtroppo in condizioni ottimali di fissazione: infatti, o sono troppo grandi e di spessore elevato (la formalina penetra per 0.5 cm l’ora) oppure sono di dimensioni adeguate ma in un volume di fissativo troppo ridotto rispetto alla massa del campione inviato. Una fissazione inadeguata può distruggere definitivamente gli antigeni o disperderli dal sito di sintesi al tessuto circostante, determinando quindi numerosi artefatti che rendono illeggibile il vetrino. Un tessuto ipofissato inoltre può preservare gli antigeni ma alterare la morfologia stessa del tessuto, rendendo difficile l’interpretazione della lesione; al contrario, tessuti troppo fissati saranno dal punto di vista morfologico migliori, ma una quantità maggiore di determinati antigenici potrà essere distrutta o nascosta. La fissazione ottimale sarà dunque quella che ottiene la miglior morfologia nel tempo minimo a preservare l’antigene. Il fissativo migliore in questo senso è sicuramente la formalina; per l’uso in microscopia la formalina deve essere FRESCA ad una concentrazione compresa fra il 4% e il 10% tamponata a pH 7-7,6.(Formalina di Policard al 10% con una concentrazione di Cloruro di Sodio allo 0.9%). Il tempo di fissazione è critico e dovrebbe essere compreso fra le 2 e le 24 ore, secondo lo spessore del campione. I risultati migliori si ottengono con campioni di tessuto di piccole dimensioni immersi in adeguato volume di fissativo il più rapidamente possibile. Per frammenti di 2 cm di superficie e di 4 mm di spessore, si consiglia un volume minimo di 200 ml di fissativo.
In seguito
i campioni saranno disidratati e processati secondo le usuali tecniche di
laboratorio.
E’
tuttavia fondamentale la consultazione diretta con il patologo (o con
l’oncologo) per un’accurata ed appropriata selezione delle colorazioni.
Daniela
Olivero – DMV
Bibliografia: |
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NEWS LETTER Novembre 2004
Cari
Colleghi,
"1: J Vet Intern Med. 2004
Sep-Oct;18(5):618-24. |
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