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SEZIONE DI GASTROENTEROLOGIA  DIAGNOSTICA E SPERIMENTALE

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GASTROENTEROLOGIA

BiEsseA  s.r.l.   in collaborazione con la   Società  Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Veterinaria  ( SIGEDV )

LINEE GUIDA E MINIMI CRITERI DIAGNOSTICI (ENDOSCOPICI ED ANATOMO-PATOLOGICI)
IN CORSO DI PATOLOGIE GASTROINTESTINALI NEL CANE E NEL GATTO

       Olivero D., Gualtieri M., Cocci A.

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La diagnostica bioptica della mucosa dell’apparato gastroenterico,il cui sviluppo coincide con l’introduzione nella pratica clinica dell’endoscopia flessibile, segue l’evoluzione e le sorti dell’attività gastroenterologica, della quale costituisce il naturale compendio. Alla base di un elevato livello di qualità diagnostica sta certamente un buon coordinamento fra l’attività del Gastroenterologo, che dovrebbe fornire materiale bioptico tecnicamente adeguato e le necessarie informazioni clinico-endoscopiche, e quella del Patologo, al quale si richiede di produrre delle diagnosi basate su criteri rigorosi e riproducibili, dotate soprattutto di importanti correlazioni prognostico-terapeutiche.

L’obbiettivo del Nostro lavoro è di individuare i criteri diagnostici requisiti minimi di un  report endoscopico ed istopatologico che contenga le informazioni necessarie ed indispensabili sull’eziologia e sulla morfologia del singolo caso e dal quale il clinico possa ricavare notizie rilevanti per la terapia e la prognosi. A ciò sarebbe veramente utile poter aggiungere il follow up, ma purtroppo, solo rare volte e solo in casi selezionati i proprietari degli animali ci consentono di verificarlo.

                    NOTIZIE CLINICHE “MINIME”

Le notizie cliniche indispensabili ad un corretto approccio diagnostico includono, oltre al segnalamento, l’eventuale presenza di patologie concomitanti che possono coinvolgere l’apparato gastroenterico, esami di laboratorio, terapie in atto.

NOTIZIE  INDISPENSABILI IN ALLEGATO

Sintomatologia
Quadro endoscopico  con indicazione delle sedi biopsate
Precedenti istologici
Eventuali interventi chirurgici
Sospetto diagnostico

__________  E S O F A G O   __________

 

Campionamento

Dimensioni
Biopsia di epitelio e lamina propria (1.5 mm di spessore) indispensabile per la valutazione del tipo di infiltrato e rapporto epitelio lamina propria (iperplasia squamosa)
 

Orientamento

I frammenti vanno depositati con la superficie cruentata, che in quanto tale vi aderisce, su carta bibula e poi nel fissativo: ideale formalina al 10% . L’appianamento che ne deriva sulla superficie della biopsia fa da guida al personale di laboratorio nel momento del confezionamento del blocchetto di paraffina anche se il prelievo dovesse staccarsi dalla carta.


Minimo numero di prelievi

1-2 prelievi a 1-1.5 cm di distanza dalla giunzione gastroesofagea; 1-2 prelievi ove vi siano delle lesioni visibili.

Allestimento del campione
Almeno 4 sezioni microtomiche di ogni biopsia a 3 micron

Colorazioni essenziali
Ematossilina-Eosina;

Colorazioni facoltative

Alcian-PAS a pH 2.5(per evidenziare le sialomucine e le solfomucine); PAS

Metodica di complemento
Citologia per brushing: almeno 2 vetrini di materiale strisciato e fissato.

 ESOFAGITE DA REFLUSSO

 Effettuare sempre le biopsie per la scarsa corrispondenza fra evidenza endoscopica e istologica.

Lesioni elementari

1 Iperplasia basale
2 Allungamento delle papille subepiteliali
3 iperemia dei capillari
4 Granulociti neutrofili ed eosinofili nella lamina propria
5 Granulociti neutrofili, eosinofili, linfociti intraepiteliali
6 Erosioni, ulcere dell’epitelio
7 Tessuto di granulazione

Valutazione dell’attività della patologia:
Inattiva: coesistenza dei parametri 1,2,3
Attiva basso grado: coesistenza dei parametri 4,5
Attiva alto grado: presenza dei parametri 6,7

 ESOFAGO DI BARRETT

- Definizione:presenza di mucosa colonnare intestinale al di sopra della giunzione gastroesofagea
- Diagnosi di metaplasia intestinale completa (secrezione di mucine neutre e sialomucine) e/o incompleta (secrezione di sialo e solfomucine)
- La diagnosi di certezza deve essere posta solo in presenza del dato endoscopico di flogosi.

Prelievi
1-2 biopsie a livello di giunzione squamocolonnare
1-2 biopsie a livello della mucosa iperemia
Separare sempre le biopsie e indicare sul contenitore la sede di prelievo

 ESOFAGITE INFETTIVA

Agente eziologico : Candida Albicans;
Prelievi bioptici: mucosa e sottomucosa; eventuale Brushing per citologia
Lesioni istologiche: tessuto di granulazione con erosioni ed ulcera della mucosa, flogosi granulocitaria , presenza di pseudoife e spore
Colorazioni: Ematossilina-Eosina, PAS

 ESEMPIO DI REFERTO ISTOLOGICO

- Reperto Macroscopico del campione: n.2 biopsie endoscopiche  di mucosa esofagea (diametro di… ) effettuate a 1,5 cm dalla giunzione squamocolonnare.
- Reperto istologico: lembi di mucosa esofagea con intensa flogosi granulocitaria e linfoplasmacellulare della lamina propria con esocitosi granulocitaria.
- Diagnosi: Esofagite a basso grado di attività compatibile con esofagite da reflusso.

Referto endoscopico – La formulazione del referto endoscopico si basa sulla descrizione degli aspetti macroscopici relativi all’organo esaminato.
Vanno quindi usati con cautela termini inerenti aspetti prettamente istologici e difficilmente valutabili dall’endoscopista (ad esempio cronicità e profondità delle lesioni, stati infiammatori).
In particolare occorre valutare:
lume (normale, dilatato, eventuale presenza di stenosi con indicazione di tipo e sede)
parete (eventuale ridotta distensibilità all’insufflazione);
presenza di contenuti nel lume (residui alimentari, liquido, corpi estranei);
mucosa (normale, presenza di iperemia, erosioni, ulcere, irregolarità della superficie, friabilità e/o sanguinamento);
presenza di eventuale emorragia (sanguinamento attivo, presenza di segni indiretti di sanguinamento come coaguli, materiale tipo “fondo di caffè”, petecchie o soffusioni emorragiche);
protrusioni della mucosa (sede, forma, dimensioni, margini, superficie della lesione, eventuali alterazioni della mucosa circostante).
Sfintere esofageo inferiore (normalmente chiuso, a volte beante; in questo caso valutare attentamente la mucosa esofagea circostante).     
Diagnosi – La diagnosi endoscopica finale richiede spesso la conferma istologica per essere definitiva.

 __________  S T O M A C O  __________


GASTRITI ACUTE

 

In quanto tali non vengono mai generalmente valutate endoscopicamente, pertanto non sono trattate.

    GASTRITI CRONICHE

                  Campionamento
- Il campionamento ottimale da effettuarsi mediante pinze bioptiche standard, prevede sedi fisse (corpo, antro, giunzione); tali campioni vanno se possibile, posti in contenitori separati, adeguatamente etichettati.
- Almeno 4-5 prese bioptiche della mucosa del corpo, 4-5 prese bioptiche dell’antro, almeno 1-2 dell’angulus, 2-3 del fondo.
- Lesioni microscopicamente evidenti (ulcere, erosioni, aree rilevate o depresse, neoplasie): non si quantifica un numero fisso di prelievi in quanto questi sono dipendenti dal tipo di lesione, dalla sua estensione e dall’esperienza dell’endoscopista.

Orientamento
- I campioni vanno posti con la superficie cruentata su carta bibula e  fissati in formalina     al 10%.
- La caratterizzazione delle gastriti è possibile solo se le biopsie sono in numero sufficiente e comprendono almeno la muscolaris mucosae.

 LESIONI ELEMENTARI

 Utilizzo del Sidney System per valutare le lesioni graduabili.

Variabili graduabili
Grading: lieve, moderata, grave.

Infiammazione cronica: aumento di linfociti, plasmacellule e macrofagi presenti nella lamina propria. Può essere superficiale o profonda a seconda della localizzazione prevalente dell’infiltrato; follicolare o diffusa a seconda di come è organizzato l’infiltrato. 
Attività: presenza di granulociti neutrofili nelle foveole o nelle ghiandole gastriche. Graduazione opzionale
Atrofia: perdita delle ghiandole nel corpo o nell’antro; può presentarsi in maniera diffusa o focale.
Metaplasia intestinale: sostituzione dell’epitelio di superficie e ghiandolare della mucosa gastrica ad opera di epitelio simile a quello del piccolo o grosso intestino.

Tre tipi:
- I (completa)
-  le cripte sono rivestite da cellule caliciformi e cellule assorbenti  con microvilli. Presenza di cellule di  Paneth; le cellule caliciformi secernono sialomucine.
- II (incompleta) - le cripte sono rivestite da cellule caliciformi con cellule colonnari mucosecernenti. Assenza di solfomucine
- III (incompleta) -  le cripte sono rivestite da cellule colonnari alterate, immature con secrezione di solfomucine,

- Displasia: alterazioni architetturali e citologiche di tipo neoplastico ma senza aspetti invasivi. Grading: basso ed alto grado.
- Helicobacter Heilmannii e Felis ; colorazioni speciali Giemsa o Impregnazione Argentica; in genere si vedono disposti in aggregati fra le foveole o intraghiandolari. Il primo ha un aspetto a spirale.
- Iperplasia foveolare e ghiandolare: caratterizzata da un aumento della lunghezza e della tortuosità delle foveole, deposizione di collagene interstiziale. Generalmente dovuta ad un reflusso biliare
- Gastrite eosinofilica: condizione estremamente rara coinvolgente soprattutto l’antro e spesso associata a enterite. Caratterizzata da una cospicua infiltrazione di granulociti eosinofili (superiori a 20 cellule per campo microscopico a 10X) nella porzione profonda della mucosa a ridosso della muscolaris mucosae.
- Gastrite granulomatosa: spesso autoimmune; caratterizzata da granulomi epitelioidi. Compatibile con lesioni sistemiche multiorgano.

 Endoscopia
La formulazione del referto endoscopico segue lo schema sopra riportato relativo all’esofago (lume, parete, contenuti, mucosa, presenza di eventuale emorragia, presenza di lesioni piatte, protudenti o depresse) e deve comprendere anche la valutazione delle pliche gastriche (normali, congeste, deformate, giganti), di cardias e fondo, tramite retroversione e del piloro (chiuso, beante, stenotico).      

 __________  I N T E S T I N O  __________

 Enteriti croniche

 NOTIZIE  CLINICHE INDISPENSABILI

- Sintomatologia: diarrea del piccolo intestino, grosso intestino o di entrambi (sospetta enterocolite), presenza di ematochezia o melena, durata e frequenza della diarrea.
- Presenza di
sintomi sistemici
- Presenza di patologie extraintestinali
- Eventuali terapie già effettuate

Dati di laboratorio

Endoscopia
- Il referto endoscopico è formulato sulla base dei criteri precedentemente descritti.
- La mucosa duodenale va osservata a parete moderatamente distesa; utile, se si dispone di strumento che offre buona risoluzione, osservare i villi in immersione, “allagando” il lume duodenale con acqua tiepida.
- Le biopsie devono essere eseguite orientando la pinza  perpendicolarmente alla parete,distesa il meno possibile dall’insufflazione.


CAMPIONAMENTO OTTIMALE

 Almeno tre prelievi di mucosa intestinale profonda che comprenda quindi la porzione ghiandolare  e i villi.

 LESIONI ELEMENTARI

Alterazioni nella morfologia dei villi: atrofia di grado I°, II°, III° a seconda dell’altezza di villi stessi
Edema, iperemia
Erosioni dell’orletto a spazzola
Degenerazione citoplasmatica cellule cilindriche di rivestimento
Infiltrato infiammatorio: linfoplasmacellulare, granulocitario, eosinofilico.
Alterazioni delle cripte: aumento della lunghezza, irregolarità, tortuosità, dilatazione, laghi mucosi.
Aumento del connettivo interstiziale
Profondità dell’infiltrato
Lesioni linfoepiteliali
Alterazioni nelle cellule mucipare: ipertrofia, atrofia

 ENTERITE EOSINOFILICA

Quadro multisistemico.
Sono richiesti campionamenti multipli di mucosa a livello gastrico, intestino tenue, colon. Se presenti dubbi diagnostici con le biopsie, campionamento a tutto spessore.
- Dati di laboratorio: possibile aumento dei granulociti eosinofili a livello di formula leucocitaria.
- Istologia: indispensabile contare  e segnare sul referto il numero di granulociti eosinofili che devono essere > a 50 HPF 10X.
- Necrosi
- Lesioni flogistiche granulomatose.

 TECNICHE DI COLORAZIONE

Ematossilina-Eosina; immunoistochimica.

INTESTINO: diagnosi di IBD

 NOTIZIE CLINICHE INDISPENSABILI

Sintomatologia: come sopra.
Presenza di sintomi sistemici
Presenza di patologie extraintestinali
Eventuali terapie già effettuate

Dati di laboratorio

Endoscopia –  Duodenoscopia (vedi sopra)

Colonscopia -  Importante valutare l’eventuale perdita parziale o completa del disegno vascolare sottomucoso che costituisce a volte l’unico reperto endoscopico significativo in corso di colite cronica.

Effettuare sempre prelievi bioptici dell’ileo, alla cieca o sotto visione diretta. 

 CAMPIONAMENTO OTTIMALE

Almeno tre prelievi in tutti i tratti del colon o dell’ileo sia quelli con aspetti patologici sia quelli senza evidenti lesioni macroscopiche (polipi, aree rilevate, a placca).

 CAMPIONAMENTO MINIMO

Va campionato il tratto di intestino che sembra contenere le  lesioni più significative; sarebbe indispensabile anche un campione di mucosa rettale.

 PEZZI OPERATORI

La richiesta istologica deve contenere una precisa descrizione del tratto di intestino ed eventualmente di altri visceri asportati.

Il patologo deve identificare le strutture inviate, orientare il pezzo ed aprirlo: è indispensabile la descrizione delle lesioni, la distribuzione delle stesse e le caratteristiche. Prelevare almeno un campione per ogni porzione di intestino con i rispettivi margini. Per le lesioni polipoidi, valutazione del peduncolo che dovrebbe essere segnato con china o colori acrilici dal chirurgo che lo invia.

 LESIONI ELEMENTARI IBD

Irregolarità della mucosa
Distorsione ghiandolare: perdita del parallelismo delle cripte che assumuno un aspetto contorto o dilatato.
Atrofia ghiandolare: riduzione numerica delle ghiandole stesse e loro accorciamento
Trasformazione villiforme del’epitelio di superficie
Erosioni/ulcere
Sclerosi e fibrosi della lamina propria.
Ispessimento o assenza della muscolaris mucosae.
Deplezione di muco
Displasia delle cellule epiteliali delle cripte ghiandolari
Linfociti intraepiteliali: sinonimo di attività dell’infiltrato.
Infiltrato infiammatorio:
Linfoplasmacellulare - notevole variabilità fisiologica
Granulocitario -  neutrofili ed eosinofili; ascessi criptici
Flogosi granulomatosa
Aumento dei follicoli linfoidi.

 TECNICHE

 La maggior parte delle lesioni viene diagnosticata con Ematossilina- Eosina;
- Tricromica di Masson per la fibrosi della lamina propria
- Immunoistochimica per evidenziare linfociti T e B e per lo studio delle immunoglobuline.

 L I N F O M I   G A S T R I C I

 Patologie che spesso comportano problemi interpretativi nella pratica routinaria.

 PRESENTAZIONE CLINICA

 Sintomatologia clinica spesso aspecifica;
Endoscopia: può presentarsi sotto forma di massa isolata ma più spesso ha carattere infiltrativo. La mucosa si presenta spesso discolorata, a volte ulcerata, friabile e cede normalmente abbondante tessuto alla biopsia.
Per una corretta diagnosi sono importanti le
informazioni cliniche ed endoscopiche.

 CAMPIONAMENTO OTTIMALE

-  I prelievi bioptici devono essere di adeguate dimensioni ( 2mm), senza artefatti da compressione (gli elementi linfoidi neoplastici sono fragilissimi). Eseguire da 2 a 4 prelievi bioptici per zona gastrica.
- I campioni vanno fissati in formalina al 10% per non più di 24 ore; questo per poter effettuare al meglio colorazioni immunoistochimiche ed esami di biologia molecolare.

 ISTOLOGIA

 Diagnosi essenzialmente morfologica; può essere confermata con indagini immunoistochimiche o molecolari.
- Aspetti quantitativi: l’infiltrato linfoide deve interessare tutto lo spessore della mucosa e della muscolaris mucosae; la componente ghiandolare viene totalmente oscurata, distorta o cancellata.
 -Aspetti qualitativi: l’infiltrato linfoide è composto da elementi di taglia medio-grande, con scarso citoplasma, nucleo irregolare, con due o più nucleoli prominenti (centroblasti); a volte presenza di un infiltrato composto da elementi di grossa taglia con nucleo vescicoloso, un nucleolo centrale evidente (immunoblasti). Alla periferia è solitamente presente un infiltrato di accompagnamento composto da plasmacellule, piccoli linfociti, granulociti neutrofili; se linfoma T elevata percentuale di granulociti eosinofili.
- Suggestive le lesioni linfoepiteliali (accumulo di linfociti all’interno della cripta ghiandolare)
- A volte risulta impossibile effettuare una diagnosi di certezza: si consigliano quindi campioni di mucosa a tutto spessore.

 IMMUNOISTOCHIMICA

 La maggior parte dei linfomi gastrici è di tipo B, quindi le cellule neoplastiche vengono usualmente marcate con anticorpi diretti contro antigeni linfocitari di tipo B (CD79 cyalfa).

 BIOLOGIA MOLECOLARE

 Le metodiche di PCR su materiale in formalina permettono di dimostrare la presenza monoclonale di frammenti di geni per le catene pesanti delle immunoglobuline, nell’ambito di una popolazione linfomatosa del 70% dei casi. La metodica risulta semplice e molto affidabile.

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