| |
L’ameloblastoma è una
neoplasia epiteliale odontogenica che si sviluppa in partenza
dall’epitelio laminare dei denti; è considerato ad incidenza rara,
altamente invasivo localmente ma con scarsa propensione a
disseminare metastasi. L’aspetto microscopico della neoplasia
consente una ulteriore suddivisione in a. follicolare, plessiforme,
acantomatoso, a cellule granulose, desmoplastico e delle cellule
basali, sovente con aspetti misti tra i vari tipi. L’ameloblastoma
colpisce prevalentemente il cane più del gatto e evidenzia come sede
preferita di sviluppo l’osso mandibolare.
In questo articolo verrà descritto un caso di ameloblastoma nel
cane, trattato con terapia di escissione chirurgica ad ampi margini
(emimandibolectomia segmentale).
Caso clinico: un cane di razza Boxer, sesso maschile, maschio
intero, mantello tigrato, del peso di 35 Kg è stato inviato per
valutare la natura di una lesione produttiva orale; il soggetto
evidenziava una neoformazione a carico della gengiva, di aspetto
liscio, consistenza duro-fibrosa, colore rosso pallido, localizzata
sul margine libero della gengiva, tra il III e il IV premolare
inferiore sinistro (Fig.1).
 |
|
Fig. 1: aspetto macroscopico della lesione |
|
L’esame
radiografico effettuato in sedazione
ha evidenziato una irregolare mineralizzazione della lesione, con
estensione del processo alla sottostante lamina ossea mandibolare (Fig.
2).
 |
|
Fig. 2:aspetto radiografico della lesione |
|
La biopsia della
lesione ne definiva la natura neoplastica di ameloblastoma
acantomatoso. Dal punto di vista anatomopatologico la lesione si
presentava composta da una proliferazione di epitelio odontogenico
con cellule epiteliali disposte “a palizzata” ed evidenza di ponti
intracitoplasmatici; tali elementi apparivano organizzati in cordoni
intersecantesi circondati da stroma fibroso reattivo e moderatamente
interessato da linfociti e plasmacellule (Figg. 3 e 4).
 |
|
Fig. 3:aspetto istologico della lesione. |
|
 |
|
Fig. 4:aspetto istologico della lesione. |
|
Il paziente era
peraltro in buona salute, con parametri ematochimici nella norma e
nessuna evidenza di secondarizzazione metastatica all’esame
radiografico della regione toracica. La terapia chirurgica con
escissione ad ampi margini è risultata pertanto l’opzione
terapeutica che offriva le migliori prospettive a lungo termine.
La terapia chirurgica delle neoplasie mandibolari nel
cane e nel gatto prevede l’asportazione della porzione ossea
interessata, con margini di escissione distanti almeno 1 cm. dalla
parte visibile della neoplasia stessa; l’ampiezza e la
localizzazione della lesione neoplastica condiziona l’estensione del
segmento osseo oggetto della osteotomia (es. mandibolectomia
rostrale monolaterale o bilaterale, mandibolectomia segmentale del
corpo mandibolare, emimandibolectomia totale). Nel caso in oggetto
la emimandibolectomia segmentale del corpo mandibolare sinistro,
estendentesi dalla sinfisi rostrale al margine aborale del I molare
inferiore sinistro è stata ritenuta la scelta che potesse assicurare
ragionevoli garanzie circa la completa rimozione della lesione
neoplastica.
Tecnica chirurgica: il paziente è stato premedicato con
atropina solfato e acetilpromazina 30 minuti prima dell’intervento e
contemporaneamente gli è stata somministrata una associazione
penicillina G procaina e diidrostreptomicina per via intramuscolare;
l’induzione dell’anestesia è stata effettuata con tiopentale sodico
e.v. ed il mantenimento della stessa è stato ottenuto, previa
intubazione orotracheale, con miscela di ossigeno ed isoflurano.
Il cane è stato posto in decubito laterale sul lato destro ed il
campo operatorio è stato delimitato con teli sterili, dopo avere
retratto e fissato il labbro superiore e la commessura labiale
sinistra per consentire una adeguata visualizzazione della regione
mandibolare da trattare. Il cavo orale è stato deterso e
disinfettato con soluzione acquosa di clorexidina. La mucosa
gengivale è stata incisa con bisturi in prossimità del margine
inferiore dell’osso mandibolare, sia sul lato linguale che su quello
mesiale, con una incisione estendentesi dalla sinfisi mentoniera al
margine caudale del I molare inferiore sinistro (Fig. 5).
 |
|
Fig. 5:Incisione e scollamento della mucosa |
|
Successivamente la
porzione medio-rostrale della emimandibola è stata scheletrizzata
con l’ausilio di scollaperiostio e separata dalla mucosa orale a
360°. Si è quindi proceduto ad una osteotomia con sega oscillante
del corpo mandibolare a livello del margine caudale del I molare;
particolare cura va posta in questa fase dell’intervento per isolare
ed allacciare l’arteria mandibolare sottostante, onde evitare la
conseguente emorragia (Fig.6). La linea dell’osteotomia va
realizzata in modo da risparmiare le radici dentarie attigue.
 |
|
Fig.
6: Osteotomia del corpo mandibolare |
|
L’osteotomia della
sinfisi mandibolare è stata successivamente realizzata con osteotomo
(Fig.7).
 |
|
Fig. 7: Osteotomia della sinfisi mandibolare |
|
La porzione di
mandibola osteotomizzata è stata infine rimossa (Fig.8).
 |
|
Fig. 8: Rimozione del segmento osteotomizzato |
|
 |
|
Fig. 9: Segmento osseo osteotomizzato, dove si
vede la neoplasia. |
|
Il segmento osseo è
stato inviato al laboratorio istopatologico che ha confermato
l’assenza dai margini di escissione di cellule neoplastiche; i
tessuti molli sono stati ricostruiti per apposizione con duplice
piano di sutura con poliglecaprone inastato 3.0 (monocryl® Ethicon).
Il soggetto è stato dimesso dopo 4 ore dal risveglio dall’intervento
e si è alimentato autonomamente nella stessa serata con cibo di
consistenza morbida. L’alimentazione soffice è stata mantenuta per 1
settimana, trascorsa la quale il cane ha ripreso le normali
abitudini alimentari a base di cibo secco preconfezionato. I
controlli postoperatori hanno evidenziato un ottimo decorso ed una
ripresa di tutte le normali attività del soggetto; la deviazione
laterale della lingua evidenziata non interferisce con la presa
degli alimenti e la masticazione (Fig.10). Il follow up prevede
controlli clinici e radiografici con cadenza trimestrale per
verificare l’eventuale recidiva del processo neoplastico.
 |
|
Fig. 10: Aspetto postoperatorio (dopo 7 gg.) |
|
Le principali
complicazioni delle emimandibolectomie comprendono:
-
Edema
dei tessuti molli (falsa ranula): di
solito si risolve spontaneamente nell’arco di 7-10gg ; raramente
si assiste all’ectasia del tratto intraorale del dotto della
ghiandola salivare sottomandibolare (ranula p.d.) che, se
necessario, può essere trattata mediante marsupializzazione.
-
Deiscenza della sutura: dovuta ad
eccessiva tensione dei punti, traumi autoinflitti dal cane o
prematura ingestione di alimenti consistenti. Generalmente la
detersione della zona interessata e la rimozione dei detriti
alimentari presenti è sufficiente per agevolare la guarigione
per granulazione, altrimenti si rende consigliabile il curettage
chirurgico.
-
Deviazione della emimandibola rimasta
e della lingua: come sopra ricordato queste evenienze non
compromettono la normale prensione degli alimenti; la
malocclusione dentaria derivata dall’interferenza del canino
inferiore del lato non operato con il palato non costituisce nel
cane un problema. Nel gatto raramente si rende necessario
l’accorciamento del dente con o senza devitalizzazione dello
stesso.
Conclusioni:
l’exeresi chirurgica ad ampi margini di
porzioni ossee di mandibola costituisce la terapia più opportuna nel
trattamento di neoplasie locali, soprattutto quando terapie
alternative (es. terapia radiante) non siano proponibili;
l’estensione e la localizzazione delle neoplasie condiziona la
ampiezza del segmento osseo da rimuovere. Generalmente i cani
operati riprendono rapidamente una normale alimentazione e anche dal
punto di vista estetico l’aspetto postoperatorio dei soggetti
trattati risulta soddisfacente anche per i proprietari.
N.d.A:
Si ringrazia la Dr.ssa Daniela Olivero ed il Laboratorio di Analisi
Veterinarie BiEsseA di Milano per la cortese collaborazione prestata
nella realizzazione degli esami istologici.
Bibliografia
essenziale:
-
Harvey CE, Emily
PE: Small Animal Dentistry . 1993 Mosby-Year Book Inc.
-
Pope ER,
Costantinescu GM: Oral cavity – Bojrab MJ: Current Techniques in
Small Animal Surgery. 4th Edition William Wilkins Ed. 1998
-
Kosovsky JK,
Matthiesen DT, Marretta SM, Patnaik AK: Results of partial
mandibulectomy for the treatment of oral tumors in 142 dogs. Vet
Surg , 1991 Nov-Dec; 20(6): 397-401
-
Poulet FM,
Valentine BA, Summers BA. A survey of epithelial odontogenic
tumors and cysts in dogs and cats. Veterinary Pathology, Vol 29,
Issue 5: 369-380
-
Merlo WA, Gualmas
Moya L, Macciò OA, Rosciani AS, Penalva PA. Ameloblastoma
canino: aspectos anatomopatologicos y terapeuticos. Facultad de
Cs. Veterinarias –Corrientes – Argentina
-
Gardner DG,
Dubielzig RR. The histopathologic features of canine
keratinizing ameloblastoma. J Comp Pathol 109 (4): 41-4. 1993
|